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LETTERA APERTA AL SINDACO
Egregio signor Sindaco
non intendiamo, in questa sede, entrare approfonditamente nel merito degli aspetti economici, finanziari, di opportunità e di impatto sulla viabilità legati al progetto di centrale a biomassa.
A Lierna si comincia a discutere anche tra la popolazione, e non solo tra gli addetti ai lavori, di molti di tali aspetti, se ne stigmatizzano alcuni, e la nostra impressione è che parecchi tra i capisaldi portati a favore della realizzazione della centrale a biomassa a Lierna siano quanto meno opinabili, se non palesemente sopravvalutati.
Una volta compreso da tutti che non si tratta di un modo di ripulire i nostri boschi - come qualcuno tra i cittadini erroneamente pareva ritenere - si rendono evidenti i problemi viabilistici, l'inopportunità di portare in loco materiali di origine addirittura extranazionale, l'impatto legato al rumore, alla svalutazione del valore delle case e degli immobili ma soprattutto all'immagine stessa di un paese che dell'ambiente e del turismo sta reimparando a fare risorsa.
Il risparmio per i cittadini è puramente ipotetico, visti i costi del solo allacciamento che in alcune città fornite di teleriscaldamento assommano ad alcune migliaia di euro (oltre settemila euro per realtà del comasco e del bresciano). Vi è inoltre la necessità di dover rifare non solo gran parte dell'impianto idrosanitario ma anche delle opere in muratura (i caloriferi tradizionali servono a ben poco in case teleriscaldate): questi sono a nostro avviso più elementi a sfavore che a favore ma, ripetiamo, non è questo il nucleo fondante della nostro profondo dissenso.
Crediamo non sfugga a nessuno anche il solo impatto visivo che l'impianto di abbattimento dei fumi (in sintesi, la ciminiera della centrale) potrebbe avere sulla immagine turistica di Lierna.
Ora, proprio per quanto riguarda proprio i fumi, ci sentiamo in dovere di sottolineare quanto segue.
Una centrale a biomassa a cippato di legna è, nella realtà dei fatti e come unanimemente riconosciuto, un forno che brucia legname. Non può scoppiare, anche se può dare una nota di folklore sostenerlo: non è una centrale a biogas (in Italia la confusione è sovrana, in questi campi). I fumi che escono sono filtrati e quindi non puzza nemmeno, siamo d'accordo.
Non inquinerà oltre i limiti consentiti. Ce lo garantisce il tecnico progettista. Abbiamo infatti letto lunedì 17 maggio sul “Giornale di Lecco” la sua intervista.
Abbiamo notato con soddisfazione, e lo diciamo senza alcuna ironia, che il problema della qualità, oltre che della quantità dei fumi (diciamo, il ragionevole dubbio) se lo è posto anche Lei.
Signor Sindaco, in questo momento non la consideriamo in alcun modo una controparte ma il nostro Sindaco, colui che deve avere e - ne siamo certi – ha come interesse primario la salute dei propri cittadini.
Attenzione, però! Il tecnico dice, di fatto, che inquinerà al di sotto dei limiti consentiti: non che non inquinerà. E questo è uno dei punti a nostro avviso incontrovertibili a sfavore della realizzazione del progetto.
Possiamo eventualmente avere opinioni diverse sul rapporto costo-beneficio in ambito turistico, economico, energetico, ma sulla salute dei cittadini siamo certi che la pensiamo allo stesso modo: se esiste anche solo un dubbio che la centrale possa nuocere, l'idea stessa della centrale va accantonata.
Esistono evidenze scientifiche incontrovertibili sulla pericolosità delle centrali a biomassa per la salute umana. Riguardano in particolar modo le polveri sottili (o polveri fini che dir si voglia) e le nanopolveri.
Sono dati, relazioni e studi recenti o recentissimi. Alcuni documenti sono addirittura contemporanei o successivi all'iter del progetto in questione. Non sono opinioni di ecoterroristi o ambientalisti d'assalto, ma di scienziati e ricercatori.
Sono sicuramente poco diffusi, tanto che un tecnico progettista potrebbe anche non conoscerli (ma su cui dovrebbe documentarsi in fretta, se ci è consentita la sottolineatura).
Sono, come detto, dati scientifici, relazioni di agenzie governative italiane e straniere, in alcuni casi sono addirittura riportati sui documenti accompagnatori alle relazioni dagli stessi proponenti (progettisti, aziende e amministrazioni committenti).
Le polveri sottili e le nanopolveri esistono, vengono emesse anche dalle centrali a biomassa, si conoscono i loro effetti in particolar modo sull'apparato respiratorio degli adulti e ancor più dei bambini. Le particelle sono di dimensioni microscopiche, e nessun filtro è in grado di arrestarle. I filtri abbattono il particolato più grossolano.
Non questa tipologia di emissioni.
Purtroppo sono difficilmente o per nulla misurabili, proprio a causa delle loro dimensioni, di conseguenza è solo in anni recentissimi che è iniziata la loro analisi, e i decisori politici (un po' come era purtroppo accaduo per l'amianto) sono in estremo ritardo nell'adeguare le norme alle conoscenze scientifiche. Molte organzzazioni internazionali sovragovernative stanno però rivedendo le loro posizioni. Purtroppo, come spesso accade, anche in Italia siamo in ritardo.
Le polveri si depositano localmente, ma arrivano ad interessare aree fino a mille chilometri di distanza; percorrono l'apparato respiratorio e si depositano direttamente negli alveoli polmonari. Gli studi e le ricerche dimostrano la loro pericolosità. Aumentano l'incidenza di allergie, ma anche i tumori legati all'apparato respiratorio, i quali incrementano in maniera significativa dove c'è emissione di polveri sottili.
Una centrale a biomassa anche di bassa potenza ne emette una quantità enorme: la invitiamo a far reperire dati in tal senso al suo staff tecnico.
Siamo convinti che sarà proprio lei, signor Sindaco, il primo a optare l'abbandono del Progetto.
Perchè si costruiscono centrali a biomassa? Per sostituire quelle ben più inquinanti a carbone o oli combustibili. In aree industriali già compromesse sono migliorative, sebbene sia riportato nella letteratura tecnico-scientifica che la quantità di polveri sottili, resta uguale o paradossalmente aumenta seppur di poco in una centrale a biomassa rispetto ad una a combustibile fossile.
Lierna ha, allo stato attuale, una risorsa preziosa come non mai: l'aria più pulita che altrove.
La preghiamo di valutare assieme a tutti i Consiglieri se un introito economico di qualunque entità possa essere ritenuto prevalente sulla salute dei cittadini di Lierna (e dei paesi circostanti).
Non possiamo arrogarci il diritto di decidere di mettere in pericolo la salute delle generazioni che verranno, per nessuna ragione.
E siamo certi che l'intero Consiglio comunale, valutando con attenzione e in piena autonomia questo scritto, concorderà con noi.
Lierna continuerà ad essere la perla naturale che tutti noi amiamo.
Lierna, 18 maggio 2010
Il gruppo “NO ALLA CENTRALE A LIERNA”
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